La donna è più a rischio di fronte alle IST

Le donne rischiano di più di fronte alle IST Essere maschio o femmina condiziona profondamente il comportamento sessuale e la probabilità di contrarre una IST. Generalmente per la donna il rischio di contrarre una IST è maggiore rispetto all’uomo.

Nella donna il rischio maggiore dipende da:

Il pericolo aumenta durante le mestruazioni

Durante le mestruazioni, le donne sono maggiormente esposte alle infezioni, soprattutto nei confronti dell’HIV. Se una donna è già sieropositiva, per il partner c’è un rischio elevato di contagio attraverso il sangue mestruale.

Maggior rischio di complicanze

Molte donne con IST sviluppano la “malattia infiammatoria pelvica” (MIP, detta anche PID dall’inglese Pelvic Inflammatory Disease). Si tratta della localizzazione ai genitali interni femminili (utero, tube, ovaie) dell’infezione causata da vari microrganismi (clamidia, micoplasmi, gonococco o altri). I sintomi sono talvolta assenti ma spesso l’infezione si manifesta con dolore al basso ventre, febbre, irregolarità mestruali; inoltre possono comparire perdite vaginali e i rapporti sessuali sono dolorosi. L’infezione viene curata con una terapia antibiotica. Se non trattata, può diventare cronica e causare un danno irreversibile alle tube con successiva sterilità.

Donne che fanno sesso con donne

Il rischio di contagio nei rapporti sessuali fra donne è generalmente molto basso. Tuttavia non è sicuro fare sesso orale durante le mestruazioni. Per certe infezioni, il rischio di contagio esiste se le donne strofinano le loro parti genitali l’una contro l’altra, o se si scambiano giocattoli sessuali utilizzati durante il sesso. Il sesso sicuro vale per tutti, uomini o donne.

IST e gravidanza

Le infezioni sessualmente trasmesse possono fare molti danni prima, durante e dopo la gravidanza. A tutte le donne incinte si consiglia di eseguire gli esami per l’HIV e la sifilide, oltre ai regolari controlli. In alcuni casi, il parto cesareo può ridurre il rischio di infezione per il neonato.
Sono molte le infezioni che possono rendere la donna sterile, prima di tutte la Clamidia. Contrarre una IST quando si è incinta può provocare una gravidanza che si sviluppa fuori dell’utero (nelle tube, per esempio), aborto spontaneo o nascita di un feto morto, o la nascita in anticipo.

Le IST inoltre possono essere trasmesse dalla donna infetta al feto prima, durante e dopo il parto: il bambino alla nascita è piccolo e pesa poco, può avere danni agli occhi, ai polmoni, al fegato e danni cerebrali. L’HIV può trasmettersi attraverso la placenta, oppure il bimbo si infetta durante il parto e attraverso il latte materno.

Se una donna incinta sa di essere sieropositiva, la trasmissione del virus HIV al bambino può essere oggi evitata in modo efficace con apposite cure mediche.

Alcune infezioni possono cambiare le loro caratteristiche in gravidanza: ad esempio i sintomi possono essere più lievi e così diminuisce la possibilità di fare rapidamente la diagnosi, e questo causa danni al feto. E’ opinione di molti esperti che ogni donna incinta dovrebbe essere sottoposta a test di sangue per scoprire se ha la sifilide o se è sieropositiva per l’HIV perché sono le due infezioni più pericolose. Le donne che hanno abitualmente più partner sessuali, dovrebbero eseguire regolarmente anche i test per gonorrea e clamidia.

Il trattamento in gravidanza con i farmaci per le IST è possibile e va fatto dietro stretto controllo medico. Nel caso di infezione da HIV o di lesioni in atto provocate da herpes genitale e in donne con condilomi, il parto cesareo può ridurre il rischio di infezione per il neonato.

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