Tumori e infezioni sessualmente trasmissibiliPapilloma virus

Da tempo è noto che alcuni tumori umani possono essere causati o facilitati da infezioni. Nell'Unione Europea circa il 10% dei tumori è collegato ad un’infezione e il più frequente è il cancro del collo dell’utero.

Tumore del collo dell’utero

L’infezione da HPV, associata ad altri fattori tra cui il fumo di tabacco, è la causa di questo tumore che per lungo tempo non dà sintomi. Le alterazioni che precedono lo sviluppo del tumore si riconoscono con un esame chiamato Pap-test. La diagnosi nella fase iniziale permette la guarigione nel 100% dei casi.

Cause
L’insorgenza del tumore al collo dell’utero è legata alla presenza del Papilloma virus (HPV, Human Papilloma Virus). L’infezione da HPV precede di anni l’insorgenza del tumore, non è visibile ad occhio nudo e nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente. Tuttavia una parte di queste infezioni, in particolare quelle provocate da alcuni tipi di HPV definiti ad alto rischio, non guarisce, si cronicizza ed è accompagnata da trasformazioni delle cellule dell’utero che lentamente possono poi condurre allo sviluppo di un tumore maligno. Le trasformazioni sono favorite dal fumo di sigarette e dagli ormoni. Nel mondo compaiono 510.000 casi l’anno, con 200.000 morti. In Europa nel 2004 i casi sono stati 34.300; in Italia ci sono 3.500 nuovi casi l’anno e 1.500 morti.

Sintomi
Per lungo tempo il tumore non dà alcun sintomo che possa mettere in allarme. Per questo l’unico modo per individuare il tumore del collo dell’utero nella fase iniziale è sottoporsi ad un esame chiamato Pap-test (vedi oltre).

Diagnosi e cura
Le alterazioni che precedono il cancro o il tumore stesso si riconoscono con un esame chiamato Pap-test. Se questo risulta anormale si farà un esame successivo chiamato colposcopia, che permette di vedere in modo ingrandito il collo dell’utero. Se il medico lo ritiene necessario si ricorre ad una biopsia superficiale del collo dell’utero, cioè si asporta con una pinzetta una piccolissima quantità di mucosa che viene analizzata al microscopio. La diagnosi delle alterazioni delle cellule o dei tumori nella fase iniziale permette una cura che ha come risultato la guarigione nel 100% dei casi.
Le cure sono di tipo chirurgico e consistono nel togliere, con varie tecniche, la parte di collo dell’utero in cui sono presenti le cellule colpite. Se il tumore è in fase avanzata può essere necessaria l’asportazione dell’utero.

Prevenzione – Diagnosi precoce
Tutte le donne in età compresa tra 25 e 65 anni, in particolare quelle sessualmente attive, devono eseguire un Pap-test e ripeterlo dopo un anno. Se i primi due risultati sono negativi, i controlli possono essere eseguiti ogni tre anni. In Piemonte, il Pap-test viene offerto periodicamente (ogni 3 anni) a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni nell’ambito del progetto Prevenzione Serena. Il test è gratuito e non occorre l’impegnativa del medico.

Cos’è e come si fa il Pap-test
Il Pap-test (o prova di Papanicolau, dal nome del medico che l’ha introdotta) consiste nel prelievo, con una spatola di legno ed uno spazzolino, di una piccola quantità di cellule e muco presente sul collo dell’utero che sono poi analizzati in laboratorio. L’esame è rapido (pochi minuti) e indolore. Dopo l’esecuzione può essere normale perdere qualche goccia di sangue nelle ore successive: non allarmatevi , è sufficiente indossare un salvaslip.
Prima dell’esame: occorre evitare l’uso di ovuli, creme, candelette o lavande vaginali nei cinque giorni precedenti il test e astenersi dai rapporti sessuali senza preservativo nelle 24 ore precedenti il prelievo. Non ci si deve sottoporre a Pap-test durante le mestruazioni (né nei due giorni successivi) perché i risultati potrebbero essere poco attendibili.

La colposcopia e la biopsia
Quando il risultato del Pap-test indica anomalie si esegue una colposcopia, un esame indolore che consiste nell’osservazione per via vaginale dell’utero ingrandito attraverso una specie di binocolo. In molti casi questo non basta ed allora si fa un prelievo di piccoli frammenti del collo dell’utero con una apposita pinzetta (biopsia). L’esame è poco fastidioso, dura pochi minuti ed è eseguito dal ginecologo.

Tumore dell’ano

Il cancro anale è un tumore relativamente raro legato alla presenza del virus HPV nell’ano. All’inizio non dà sintomi e l’unico modo per scoprirlo è attraverso una diagnosi precoce con una visita specialistica. La cura può dare buoni risultati se tempestiva.

Cause
Il cancro anale è un tumore relativamente raro (meno di un caso ogni 100.000 abitanti). È più colpito il sesso femminile, in particolare tra i 50 e 60 anni. L'infezione da parte di ceppi di HPV ad alto rischio rappresenta un fattore necessario, anche se non sufficiente, per lo sviluppo di lesioni precancerose e poi tumorali. Chi fuma sigarette o è sieropositivo per HIV, o le donne che hanno già avuto un cancro dei genitali, ha un rischio maggiore di sviluppare un cancro dell’ano.

Sintomi e terapia
Il sintomo iniziale più frequente del tumore anale è una modesta e saltuaria perdita di sangue dall’ano. Altri sintomi sono dolore, prurito locale, sensazione di corpo estraneo o di peso, perdite mucose dall'ano. Attenzione: il 20% dei casi è totalmente asintomatico.
Con il progredire della malattia possono comparire disturbi urinari, sangue nell’urina e impotenza nell’uomo, emorragie vaginali, dolore alla radice degli arti inferiori e gonfiore delle gambe.
L’anoscopia (osservazione con un piccolo strumento infilato nell’ano) consente la biopsia, che è il sistema di diagnosi più efficace. Il carcinoma dell’ano si può curare chirurgicamente oppure con terapie che usano le radiazioni associate a sostanze curative iniettate per via endovenosa (cure chemio-radioterapiche) che hanno drasticamente ridotto il ricorso alla chirurgia.

torna su