I vaccini
I vaccini costituiscono a tutt'oggi il principale strumento di lotta nei
confronti delle malattie virali. Purtroppo sono pochi i vaccini disponibili
per combattere le infezioni sessualmente trasmissibili. Ad oggi esistono
i vaccini per la prevenzione delle infezioni da virus dell'epatite A (HAV)
e B (HBV), sicuri ed altamente efficaci come è risultato dalle numerose
campagne di vaccinazione effettuate in tutto il mondo da più di dieci
anni. Da poco inoltre è disponibile anche in Italia il vaccino HPV,
contro quattro tipi di Papilloma virus responsabili di tumori del collo
dell’utero e di condilomi genitali. Non esistono invece al momento
vaccini contro l’epatite C o contro l’HIV.
Vaccino contro l’HPV
L'infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale e la trasmissione può avvenire tramite il semplice contatto della pelle e delle mucose delle parti intime. Si pensa che fino al 70% dei soggetti sessualmente attivi possa infettarsi almeno una volta nel corso della vita. Esistono oltre 120 tipi di virus HPV simili: alcuni producono infezioni cutanee generalmente transitorie e banali (verruche e condilomi) e sono i tipi chiamati a “basso rischio di sviluppo tumorale”. Altri possono indurre nelle cellule modificazioni più importanti e persistenti che con il tempo finiscono col degenerare: sono i cosiddetti virus “ad alto rischio di trasformazione tumorale”.
Fino a poco tempo fa, l’unico modo per prevenire il tumore del collo dell’utero era basato sull’esecuzione del Pap-test, esame che non rileva la presenza del Papilloma virus (HPV) ma identifica le anomalie cellulari legate alla presenza e persistenza del virus. Come abbiamo detto queste anomalie in genere impiegano molto tempo ad avverarsi.
Oggi abbiamo un’arma in più. Recentemente sono stati introdotti due nuovi vaccini per la prevenzione di queste infezioni: il primo ad essere uscito è il Gardasil®, che previene le infezioni causate da 2 tipi di HPV maggiormente collegati allo sviluppo dei carcinomi al collo dell’utero e le infezioni di altri due tipi che sono maggiormente legati allo sviluppo dei condilomi genitali. Il secondo vaccino è il Cervarix® che protegge dall’infezione di due tipi di HPV maggiormente implicati nello sviluppo del solo carcinoma del collo dell’utero.
I due vaccini sono costituiti da particelle simil-virali che non hanno alcuna capacità di infettare l'uomo. Il sistema immunitario viene stimolato a produrre anticorpi contro i virus HPV: se avviene il contatto il virus viene bloccato prima che penetri nelle cellule. Il vaccino ha un'azione solo preventiva e non è utile quando i papillomavirus sono già entrati nel nostro organismo. Già dal 2006, secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità, le ragazze preadolescenti tra i 9 e i 13 anni di età rappresentano la popolazione da preferire: la vaccinazione prima dell’inizio dei rapporti sessuali è infatti particolarmente vantaggiosa perché induce una protezione più elevata in età giovane e prima di un eventuale contagio con HPV.
Per questo motivo in Italia la vaccinazione verrà offerta alle giovani nell’undicesimo anno di vita. In Italia il Consiglio superiore di sanità ha preso in considerazione anche l’importanza della vaccinazione per altre categorie, in particolare per quanto riguarda le ragazze fra i 13 e i 26 anni e i giovani maschi, ma al momento per queste categorie è stata sottolineata la necessità di ulteriori studi.
Somministrazione
La somministrazione è per via intramuscolare; sono tre dosi, di
cui la seconda e la terza a distanza di 1-2 e 6 mesi dalla prima. La sicurezza
del vaccino è stata giudicata buona, gli effetti collaterali assolutamente
minimi. Attualmente il vaccino è in attiva distribuzione in Italia:
in due Regioni è già somministrato a carico del Servizio Sanitario
Regionale; in Piemonte lo sarà probabilmente nell’autunno 2008
attraverso i Centri Vaccinali Pubblici. Il vaccino può essere tuttavia
prescritto anche dallo specialista fino ai 26 anni: va tuttavia ricordato
che deve essere somministrato prima dell’inizio dei rapporti e che
il suo costo è elevato. Attenzione: la vaccinazione non toglie l’obbligo
di eseguire il Pap-test nelle donne tra i 25 ed i 64 anni di età,
da eseguirsi ogni tre anni. Infatti il vaccino offre un nuovo strumento
complementare per controllare il cancro della cervice, ma questo non riduce
la necessità dei programmi di screening perché esiste il rischio
di contagio da altri tipi del virus HPV non coperti dal vaccino che, sebbene
più rari, possono trasformare le cellule.
Per saperne ancora di più:
www.osservatorionazionalescreening.it